Un mix esplosivo di generi musicali, dal rap al rock&roll passando per grime e reggae. Una consapevolezza sociale e politica ormai merce rara, soprattutto tra gli artisti più giovani. Questo, e tanto, tanto altro è YungBlud, una delle voci più interessanti del panorama pop britannico.

Classe 1998, vero nome Dominic Harrison, lo abbiamo incontrato poco prima del suo concerto a Milano, lunedì 28 gennaio al Dude Club, data naturalmente sold out (ma, non preoccupatevi, prossimamente avrete l’occasione di recuperare l’esperienza live: annunciata una nuova data: YungBlud in concerto il 2 novembre al Fabrique di Milano).

Dopo l’album “21st Century Liability” – che ha raccolto notevole successo in patria grazie a canzoni e video come “Psychotic Kids”, “Kill Somebody” e “Medication” – YungBlud è uscito con un nuovo, incredibile singolo, “Loner”, dal ritornello che ricorda molto gli Oasis.

Nonostante un’immagine e un suono a portata di millennials, la musica e i testi di YungBlud possono fare – e faranno sicuramente – breccia anche tra un pubblico ben più maturo: ci sono continui rimandi agli Novanta, una sana passione per il Northern Soul, le sue canzoni trattano temi delicati come disagio psichico e identità sessuale, e non perde l’occasione di dire la sua sulla situazione politica contemporanea, a partire dalla Brexit: è andato a votare il referendum, dichiarandosi contrario all’uscita della sua Inghilterra dall’Unione europea.

Teniamolo d’occhio, YungBlud farà grandi, grandi cose.

Foto in apertura: ufficio stampa Virgin Records

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