Aveva 20 anni XXXTentacion, il rapper ucciso lunedì 18 giugno fuori da un concessionario di moto in Florida. Era in auto quando i killer – testimoni hanno parlato di due persone – hanno sparato contro di lui; dopo l’agguato, gli aggressori avrebbero rubato la borsa di XXXTentacion, una Louis Vuitton.

Jahseh Onfroy, questo il vero nome di XXXTentacion, aveva scalato le classifiche con il suo primo album, “17”, uscito nel 2017; ed era andata ancora meglio con il suo secondo disco – “?” arrivato al primo posto della classifica di Billboard, trainato dal singolo “Sad!”.

In passato, XXXTentacion aveva avuto diversi problemi con la legge. Tra le varie accuse: aggressione, violenza domestica e falsa testimonianza oltre che possesso d’armi e rapina.

Proprio a causa dei suoi problemi legali e dei contenuti dei suoi testi, XXXTentacion era stato uno dei primi artisti a essere bannato da Spotify, salvo poi essere reintegrato sulla piattaforma di streaming.

In uno dei suoi ultimi live su Instagram, XXXTentacion aveva detto: “Se dovessi morire, vorrei che la mia vita facesse felici almeno cinque milioni di ragazzi, o che trovino risposte nella mia vita, nonostante la negatività intorno al mio nome, nonostante le brutte cose che si dicono su di me”.

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