“Whitney”. È questo il titolo del film documentario sulla vita di Whitney Houston presentato in anteprima al Festival di Cannes. Diretto da Kevin Macdonald, uscirà nei cinema americani il 6 luglio.

E come raccontato dall’edizione americana di Vanity Fair, dal film in questione si scopre che Whitney Houston e il fratellastro Gary da bambini sarebbero stati molestati dalla loro cugina Dee Dee Warwick, sorella di Dionne Warwick e nipote della madre di Whitney, Cissy Houston.

In un’altra intervista a Vanity Fair, Macdonald ha raccontato che, guardando video privati di Whitney Houston, si è reso conto che “non era mai a suo agio. Sembrava quasi asessuata. Era bellissima, ma mai particolarmente sexy. Ho visto e girato persone che hanno subito abusi sessuali durante l’infanzia e i suoi modi di fare me li hanno ricordati: come se non fosse a suo agio fisicamente, e forse era la stessa cosa”.

Solo dopo queste sensazioni, il regista MacDonald ha raccolto il racconto del fratellastro di Whitney Houston, Gary. Inoltre, nel documentario è la stessa assistente della cantante a raccontare la stessa storia, Aunt Mary Jones: “Non ne ha mai parlato perché se ne vergognava. E pensava di aver fatto qualcosa per far pensare alla cugina di volerlo…”. Potrebbe essere dunque questa una triste spiegazione della fragilità della cantante. 

Whitney Houston è morta purtroppo l’11 febbraio 2012, uccisa dall’abuso di droghe, alcol e medicinali. Restano, per nostra fortuna, la sua voce meravigliosa, le sue splendide canzoni. 

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