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“Posso essere paragonato agli Stones. Mi chiesero di suonare con loro, per vendere più biglietti: dissi no”. Vasco Rossi ha concesso una lunga intervista a “Sette”, il settimanale del Corriere della Sera, e ha snocciolato decine di aneddoti: alcuni divertenti, altri interessanti, altri da… vita spericolata.

Ecco 10 chicche tratte dall’intervista al Komandante

Voce da usignolo
“Il prossimo primo luglio torno a suonare a Modena, per 220mila persone. Mi diverte perché a Modena è legata la mia prima affermazione musicale: l’Usignolo d’oro. Ovviamente mi aveva iscritto la mamma”.

Temi liberi, liberi
“Ho fatto ragioneria. Ebbi solo un momento di gloria, quando scrissi ‘Tema libero sul tema libero’, un flusso di coscienza sul blocco da pagina bianca: presi dal 9 al 10”.

Tiro al bersaglio
“La svolta fu il terzo concerto, a Vicenza. La piazza si svuotò subito, e questo l’avevo messo in conto; ma poi un gruppetto di ragazzotti al bar cominciò a tirarci le freccette di carta. Mentre tornavo a casa mi sono detto: la prossima volta che uno tenta di disturbare un mio concerto, scendo dal palco e lo prendo a pugni”.

Nietzsche spericolato
“Quando è arrivata la Milano da bere ho provato fastidio. Per questo mi arrabbio quando mi considerano un simbolo degli anni 80. ‘Vita spericolata’ nasce dal ‘vivere pericolosamente’ di Nietzsche, mica dai paninari”.

Con tutte quelle, tutte quelle…
“Bollicine era una canzone contro la pubblicità, non sulla droga”.

Vasco Rossi

Vasco Rossi: 40 anni di onorata carriera. Il Komandante suonerà il primo luglio a Modena, un concerto per 220mila fan

Vasco in biblioteca
“Meno di zero di Bret Easton Ellis e Le mille luci di New York di Jay McInerney sono libri che mi hanno cambiato la vita”.

Reset
“La droga era una fuga dalla fatica di vivere. Mi trovarono con 26 grammi di cocaina. Ho fatto quasi un mese di galera, cinque giorni in isolamento. L’unico a venirmi a trovare fu Fabrizio De André, con Dori. Il carcere fu un modo per disintossicarmi e resettarmi”.

I bambini dell’asilo stanno facendo casino
“Sanremo era fondamentale. Il patron Ravera mi voleva, io resistevo: ‘Suono il rock, cosa vengo a fare?’. Lui assicurò che potevo comportarmi come mi pareva. Andai per farmi notare. Guardavo tutti come fossero bambini dell’asilo, anche Al Bano. Ma non lo feci apposta a gettare il microfono“.

Una canzone per Giovanna
“Albachiara la scrissi per Giovanna, una ragazza che vedevo scendere dall’autobus a Zocca. Era un pezzo provocatorio, con quel finale sulla masturbazione femminile. Ma Giovanna non credeva che l’avessi composto per lei, pensava fosse un modo per intortarla, e allora scrissi ‘Una canzone per te’. Alla fine una storia l’abbiamo avuta, e ci mancherebbe altro, dopo due canzoni così”.

Il Liga e i Rolling Stones
“Con 220mila biglietti venduti batterò il record di Ligabue? Ma questa rivalità è stata montata ad arte. Ognuno fa la sua gara. E poi al limite io posso essere paragonato agli Stones. Mi chiesero di suonare con loro, per vendere più biglietti: dissi no”.

Modena Park è il grande evento in programma il primo luglio al parco Ferrari di Modena. Vasco Rossi ha già venduto oltre 190mila biglietti, la capienza totale dello spazio è 220mila. Poco ma sicuro, sarà sold out.

Giusto, un’ultima citazione dall’intervista di Vasco a “Sette” del Corriere della Sera:

“Il prossimo primo luglio sarà una grande festa. Canterò finché avrò fiato; del resto il mio sogno è sempre stato morire sul palco”.

 

 

 

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