“L’ho donata allo Smithsonian”. Una chitarra da museo, un pezzo di storia della musica pop. “Mi hanno chiesto qualcosa che fosse importante per me, è stata dura, ma alla fine mi hanno convinto: noi abbiamo a che fare con l’eternità!”. E così Sting si è deciso, ha ceduto la Stratocaster nera con cui ha scritto “Message in a Bottle”, una delle canzoni più famose della sua carriera: “Ora sono esposto in un museo!”.

Classe 1951, vero nome Gordon Matthew Thomas Sumner, Sting è seduto in una stanza dell’hotel Bulgari di Milano per promuovere il suo nuovo album, “My Songs”, un disco di grandi classici del suo repertorio rivisitati. Pochi minuti dopo salirà sul palco di piazza Duomo per il concerto di Radio Italia, dove suonerà tre hit, brani ormai senza tempo: “Roxanne”, “Every Breath You Take” e, ovviamente, “Message in a Bottle”.

E l’idea di “My Songs”, ossia ri-registrare le sue canzoni più significative più qualche chicca, con arrangiamenti diversi, è nata proprio dopo un concerto in un’altra piazza, in Times Square a New York: “Mi hanno chiesto di suonare “Brand New Day” per Capodanno e il giorno dopo è tornata in classifica, un pezzo di 20 anni fa: ancora contemporaneo. Così ho pensato di rimetterci le mani su, renderla nuova nei suoni: quella canzone e altri pezzi. Ma siccome sono più vecchio di quando le ho registrate, riconosco che la mia voce è diversa, più strutturata e interessante. E oggi la mia sensibilità artistica è più sofisticata”. 

Dunque, nella scaletta di “My Songs”, ci sono “Desert Rose”, “If You Love Somebody Set Them Free”, “Walking on the Moon”, e qualcosa di meno celebre, come “Demolition Man”: “Mi è sempre piaciuta quella canzone, la diedi a Grace Jones. E poi la incisi con i Police. Mi piace perché recito la parte del cattivo!”. 

E a proposito di recitare la parte del cattivo, nel 2019 celebra 40 anni esatti “Quadrophenia”, il film tratto dall’omonimo album degli Who: sul grande schermo, nell’epopea mod contro rocker, Sting interpretava Ace Face. Era il 1979: “Sono stato alla festa per l’anniversario di Quadrophenia e tutti quanti noi siamo ancora vivi! E pazzesco come sia diventato un film di culto, ci ha sorpresi. Ma per me è stato favoloso perché era proprio il periodo in cui cominciavo a diventare famoso con i Police e dunque è stato complementare per il mio successo”.

Sting by Mayumi Nashida - Universal Music

Infaticabile Sting, reduce dalla collaborazione con Shaggy per l’album “44/876”, tornerà in Italia per due concerti: il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 luglio all’Arena Live del Gran Teatro Geox di Padova.

 

Sting racconta di aver usato una chitarra Stratocaster nera per scrivere “Message in a Bottle” nel libretto che accompagna “My Songs”. Ci sono piccole storie e aneddoti per ogni canzone in scaletta, con appunti da feticista del pentagramma, strumenti utilizzati per le registrazioni e sfumature di accordi, da quinte a none. Il motivo di tanti, apprezzati dettagli? “Ascoltando canzoni in streaming ormai si perde il contesto, il contenuto. Ormai è come bere un caffè. Ma le canzoni sono organismi viventi”. 

È davvero un piacere bere un caffè ascoltando le canzoni di Sting, leggendo le sue parole. “My Songs” è disponibile in CD, vinile e deluxe edition contenente le registrazioni live di “Synchronicity II”, “Next To You”, “Spirits In the Material World” e ‘Fragile”.

Foto in apertura: Mayumi Nashida/ufficio stampa Universal Music

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