“La mia coccinella”. È forse questo il singolo più famoso dei Sottotono, duo rap composto da Tormento e Big Fish, coppia di artisti fondamentali per la scena hip-hop italiana degli anni Novanta.

Sciolti nel 2001, i Sottotono sono tornati in occasione del 69esimo Festival di Sanremo, per un duetto con Nino D’Angelo e Livio Cori (quest’ultimo, è ‘o Selfie di “Gomorra” nonché uno dei sospetti Liberato). 

La canzone in gara all’Ariston, “Un’altra luce”, è prodotta proprio da Big Fish, ossia il 50% dei Sottotono.

Archiviato il gruppo, Fish è infatti diventato un affermato produttore, lavorando con i migliori della scena hip-hop (Fabri Fibra – da “Tradimento” a “Fenomeno” – e Gué Pequeno, per esempio “Bling Bling/Oro”) e mettendo le proprie mani su pezzi di grande successo come “Los Angeles” di Luna, concorrente di X Factor, o incredibilmente discussi: “La danza dell’ambulanza” di Young Signorino. E tra le produzioni più recenti di Big Fish, in coppia con Jake La Furia, c’è anche Chadia Rodriguez.

Tormento – fratello di Esa, altro esponente della scena hip-hop italiana degli anni Novanta con gli OTR – ha invece pubblicato nel corso degli anni diversi album da solista, collaborando anche con Mondo Marcio, Emis Killa e Noyz Narcos.

Ma i Sottotono sono già stati al Festival di Sanremo, nel 2001 con la canzone “Mezze verità”. E all’epoca ci furono polemiche per via di un’accusa lanciata da Striscia la notizia: il brano era un plagio di “Bye Bye Bye” degli ‘Nsync? No, e non mancò un tafferuglio al momento della consegna del Tapiro.  Posizione ottenuta a quel Sanremo? 14esimi.

A proposito di “La mia coccinella”: il singolo era uscito per la storica etichetta indipendente Vox Pop, fondata tra gli altri da Manuel Agnelli. Proprio Agnelli ha voluto Big Fish al suo fianco per X Factor 12, lavorando insieme sulla categoria Under Donne.

E c’è anche un’altra nota curiosa sui Sottotono: nell’ormai lontano 1999, Tiziano Ferro è stato un loro corista.

Sono passati 20 anni, bentornati insieme Tormento e Big Fish.

Foto in apertura: la copertina di “Sotto lo stesso effetto”

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