di Luca De Gennaro
Direttore VH1 Italia

Non è una storia nuova, e l’ho vissuta in prima persona una ventina di anni fa quindi posso raccontarla per esperienza diretta. Dopo i risultati del 69esimo Festival di Sanremo si è scatenata la polemica sul peso percentuale dei voti di sala stampa e giuria d’onore che hanno ribaltato le preferenze della giuria popolare, la quale con il solo televoto avrebbe fatto vincere Ultimo con largo margine su Mahmood e gli altri. 

Nel 2000 venni chiamato a far parte della Giuria Di Qualità del festival, insieme a personaggi di grande prestigio come Mike Bongiorno, Dario Argento, Goran Bregovic, Roberto Cotroneo, ai colleghi radiotelevisivi Paola Maugeri e Mario Pezzolla, a un grande autore di canzoni come Carlo Alberto Rossi.

Fino a quel momento il Televoto stava premiando Gerardina Trovato in un festival dove non mancavano canzoni che secondo la gran parte della giuria meritavano di più. D’altra parte se si chiamava “Giuria di qualità”, quella andava ricercata e premiata.

Non ci fu nessun complotto, come poi scrissero i giornali, ma semplicemente capimmo che per far salire in classifica le canzoni che ritenevamo più meritevoli sarebbe bastato dare voti alti solo a quelle, niente di così misterioso e nessun “cartello”. Ognuno votava secondo le proprie preferenze. Il valore del nostro voto era del 50%, dunque molto alto (oggi lo è del 20%, mentre il 30% va al voto della sala stampa).

Vinsero gli Avion Travel, e quello fu il dato veramente rivoluzionario di quell’anno. Sul podio arrivarono anche Irene Grandi e Gianni Morandi, quindi niente di così “alternativo”, seguiti da due bellissime canzoni di Max Gazzè e Samuele Bersani. Sesta si piazzò Gerardina Trovato, che fino a quel momento guidava la classifica, seguita da Carmen Consoli.

I giornali parlarono di colpo di mano, la Rai dall’anno dopo cambiò il regolamento attribuendo alla Giuria di Qualità una percentuale decisamente inferiore sul risultato finale, ma quella resta nella memoria come l’edizione in cui il festival cambiò. Quest’anno la polemica è tornata e si parla addirittura di dare tutto il potere al voto popolare. Da persona che questa cosa l’ha vissuta, mi permetto di dire la mia in tre punti.

1) I premi veramente prestigiosi del mondo dello spettacolo, dagli Oscar ai Grammy,  non vengono attribuiti dal pubblico ma da una “academy” di professionisti. Quindi se si vuole riconoscere  un minimo di autorevolezza al Festival di Sanremo la Giuria di Qualità (o d’onore, come l’hanno chiamata quest’anno) va preservata, e credo che il 20% di valore sul risultato finale che ha avuto quest’anno sia giusto. Se il voto è solo popolare allora diventa un altro Talent Show come X Factor.

2) I membri della giuria devono essere inattaccabili come curriculum, sempre tenendo presente che siamo in un varietà televisivo dunque ben vengano, come quest’anno, figure professionali di cinema e televisione, e naturalmente personaggi della radio e esperti di musica. Eviterei  però le semplici “celebrities” senza una adeguata preparazione.

3) Credo invece che dovrebbe venire tolto il voto della Sala Stampa. Perché mai i giornalisti, che di mestiere dovrebbero fornire cronaca e critica, avrebbero  titolo di influenzare, e per di più con una percentuale alta come il 30%, il risultato dello show? Esiste già il “premio della critica” che  per definizione spetta ai giornalisti. Mi fermerei a quello e credo sarebbe più corretto, anche per chi scrive, che può e deve esprimere il suo giudizio sul suo giornale.

Da oggi le canzoni di Sanremo cominciano davvero a fare i conti con il pubblico. Su VH1 abbiamo già in onda i video. Guardateli sul canale 67 e sarete veramente voi a decidere chi vince.

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