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Revolution. Musica e ribelli 1966-1970 è una mostra in programma alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al 4 aprile.

VH1 è media-partner dell’evento e ogni mese pubblichiamo una playlist di canzoni dedicata a uno degli anni protagonisti della mostra.

Il 1970 è l’ultimo anno raccontato da Revolution: non a caso, è l’anno dell’ultimo disco e dello scioglimento dei Beatles.

Mentre continuano la guerra in Vietnam e le manifestazioni pacifiste negli Usa e non solo, il cancelliere tedesco Willy Brandt viaggia nell’Est, tra Unione Sovietica e Polonia, è l’inizio della Ostpolitik.

Il 20 maggio 1970 viene approvato in Italia lo Statuto dei lavoratori ed è l’anno di Italia-Germania 4 a 3 (ma i Mondiali li vincono il Brasile). In Calabria scoppiano i moti di Reggio e in Irlanda del Nord l’esercito inglese spara proiettili di plastica contro i manifestanti cattolici.

Ad agosto c’è la terza edizione del mitico festival dell’Isola di Wight. Sul palco c’è anche Jimi Hendrix, che morirà neanche un mese dopo. E il 1970 è anche l’anno della prima Maratona di New York. A ottobre muore Janis Joplin. Come Hendrix, aveva solo 27 anni. 

A dicembre viene introdotto il divorzio in Italia e… È ora di ascoltare un po’ di buona musica del 1970:

1) Beatles – Let It Be (l’ultimo album dei Fab 4: fine della storia, inizio della leggenda)

2) John Lennon – Instant Karma! We All Shine On (eccolo, Lennon solista con una delle sue canzoni più celebri, prodotta da Phil Spector. E tra i musicisti c’è comunque George Harrison)

3) Norman Greenbaum – Spirit in the Sky (“I got a friend in Jesus”… Pezzone uscito nel 1969 ed esploso nel 70. Notevole la versione di Doctor and the Medics all’inizio degli anni Ottanta)

4) Shocking Blue – Venus (altra canzone uscita nel 69 e schizzata in vetta alle classifiche, Italia compresa, nel 1970. Sì, l’hanno rifatta anche le Bananarama)

5) Led Zeppelin – Immigrant Song (un riff di Jimmy Page e l’urlo di Robert Plant fanno la storia dell’hard-rock, dell’heavy metal e del meglio della musica degli anni 70)

6) Crosby, Stills, Nash & Young – Woodstock (una canzone scritta in realtà da Joni Mitchell, il titolo dice tutto)

7) The Stooges – Funhouse (e dopo l’esordio dell’anno prima, Iggy e i suoi vanno avanti per la loro strada a sassofonate, mischiando hard rock, free jazz e nascente punk rock)

8) David Bowie – The Man Who Sold the World (già, forse la versione unplugged dei Nirvana è ancora più celebre)

9) Dik Dik – L’isola di Wight (“senza una valigia io e te siamo partiti…”
Un solo gruppo italiano in questa playlist, con una canzone a suo modo storica, cover di “Wight is Wight” dedicata al luogo che ospitava e ospita tutt’oggi il celebre festival)

10) Diana Ross – Ain’t No Mountaing High Enough (un’altra cover, questa volta di un pezzo Motown di qualche anno prima, diventato nel 1970 il primo singolo di successo di Diana Ross. Cambiamo radicalmente ritmo per entrare in un’altra epoca…)

Revolution. Musica e Ribelli 1966-1970. Fino al 4 aprile alla Fabbrica del Vapore, Milano. Tutte le info qui

E se te le sei perse, ecco le canzoni che hanno rivoluzionato il 1966, e il 67, 68 e 69.

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