Revolution. Musica e ribelli 1966-1970 è una mostra in programma alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al 4 aprile 2018.

Ben felici di essere media-partner dell’evento, pubblichiamo ogni mese una playlist dedicata a uno degli anni protagonisti della mostra.

È il turno del 1967.

È l’anno della Guerra dei Sei giorni in Medio Oriente e della Dittatura dei colonnelli in Grecia. In Italia, Papa Paolo VI pronuncia un discorso severo sull’indissolubilità del matrimonio, contro il divorzio.

Sì, il 67 è anche l’anno della Summer of Love, una stagione tutta pace e amore esplosa a San Francisco e dilagata in tutto il mondo. Dal 16 al 18 giugno, sempre in California, Monterey Pop Festival con Jimi Hendrix, Who, Janis Joplin e Otis Redding.

Parlando ancora di musica e Revolution, il 1967 è poi l’anno dell’esordio dei Pink Floyd e dell’uscita di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles.

E ora andiamo con i magnifici 10.

1) The Monkees – I’m a Believer (la canzone è stata pubblicata a fine 1966, ma è stato uno dei più grandi successi del 1967, risultando il pezzo più venduto dell’anno. Nota anche la versione italiana di Caterina Caselli, “Sono bugiarda) 

2) The Doors – Light My Fire (forse la canzone più famosa del gruppo di Jim Morrison. Anzi, niente forse)

3) Aretha Franklin – Respect (ok, la versione di Otis Redding è di due anni prima, ma è nel 67 che diventa un pezzo leggendario grazie alla voce di Aretha)

4) The Beatles – All You Need Is Love (Anche se – come già ricordato – il 67 è l’anno di uscita di Sgt. Pepper’s, puntiamo tutto su questo celebre singolo, diventato un tormentone in Italia decenni dopo in quanto sigla di Stranamore, il programma tv presentato da Alberto Castagna)

5) Jefferson Airplane – Somebody to Love (Siamo in piena Summer of Love e questo è uno degli inni del rock psichedelico. Ne ricordiamo anche una versione dei Ramones, registrata negli anni Novanta con la porno attrice Traci Lords ai cori)

6) Scott McKenzie – San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair) (Ricordiamo anche la versione italiana, firmata Bobby Solo/Mogol)

7) Rolling Stones – Let’s Spend the Night Together (gran singolo, ripreso anche da David Bowie. Curiosità: il 45 giri era un doppio lato A. L’altra canzone era “Ruby Tuesday”)

8) Jimi Hendrix – Purple Haze (poteva mancare in questa rivoluzionaria playlist? Certo che no!)

9) Equipe 84 – 29 settembre (un grande classico del beat italiano, una canzone meravigliosa)

10) Nomadi – Dio è morto (immaginate che putiferio quando nel 1967 uscì una canzone con questo titolo in Italia. Scritto da Guccini, il pezzo era stato censurato infatti dalla RAI, passando però su Radio Vaticana)

Qui la playlist per il 1966

Revolution. Musica e ribelli 1966-1970
Fabbrica del Vapore, Milano
Fino al 4 aprile

Orari e prezzi dei biglietti qui

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