Una brutta, bruttissima notizia. È morto Keith Flint, voce, volto, anima e corpo dei Prodigy, band esplosa negli anni Novanta con la fusione di dance e punk, autori di un paio di canzoni simbolo di un’era: “Firestarter” e “Breathe”

Keith Flint aveva 49 anni. A dare la notizia per primo è stato il quotidiano inglese The Sun, secondo cui il corpo di Flint sarebbe stato trovato privo di vita lunedì mattina nella sua casa dell’Essex. 

Stando alle cronache inglesi, la morte di Flint è stata archiviata come “non sospetta”. Si attende quindi il responso del medico legale che determinerà la causa del decesso.

La conferma è poi arrivata da Liam Howlett, co-fondatore dei Prodigy che, in un post su Instagram, dice che Keith si sarebbe suicidato nel weekend.

“È vero”, scrive Liam Howlett: “Non posso credere a quello che sto dicendo, ma nostro fratello Keith si è tolto la vita nel weekend. Sono scioccato, arrabbiato, confuso e affranto. Riposa in pace fratello”.

Avevamo visto Keith Flint sul palco dell’Home Festival nel 2018, ed era stato spettacolare come al solito. Se ne va davvero un pezzo di storia degli anni Novanta. 

La doppia cresta, il piercing sulla lingua, lo sguardo e i movimenti da indemoniato: cantando e ballando con i Prodigy, Keith Flint ha davvero rappresentato un’epoca, la Gran Bretagna degli anni Novanta, continuando comunque a fare musica anche nei decenni successivi.

Tra le sue passioni, c’erano anche le moto: sempre e solo velocità. L’ultimo album dei Prodigy, “No Tourists”, era uscito nell’autunno del 2018, preceduto dal singolo “Need Some1”.

Tra i momenti più discussi della carriera dei Prodigy, l’uscita del singolo “Smack My Bitch Up”, terzo singolo estratto dal loro album più famoso, “The Fat of the Land”.

Pubblico e parte della critica avevano infatti frainteso il significato del testo, pensando incitasse la violenza contro le donne. In realtà, la canzone – così come il famoso video – fa riferimento a eccessi di ogni sorta, soprattutto l’uso di sostanze stupefacenti.

Tra techno e punk, i Prodigy erano i Ramones dell’elettronica.

Addio Keith, non ti dimenticheremo.

Foto in apertura: Home Festival/Natasha Torres

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