di Luca De Gennaro, direttore VH1 Italia

Il fatidico momento annuale del disvelamento della line up del Primavera Sound Festival, che anche nel 2019 si terrà a Barcellona dal 30 maggio al Primo giugno, è arrivato portandosi dietro il concetto, vincente e molto ben comunicabile, di “The New Normal”, un mondo equamente diviso tra maschi e femmine esemplificato da una line up fatta al 50% da artisti maschili e l’altro 50% da donne.

Fighissimo. Anche se secondo me gli è capitato un po’ a caso, diciamolo, e sono stati bravi a comunicarlo. Non vedo tanto possibile che dall’inizio siano stati attenti a disegnare un cartellone così suddiviso. Vedo piuttosto un momento in cui tra i “booker” del festival qualcuno abbia detto: “Oh, ma hai visto quante donne abbiamo quest’anno?” “Aspetta un po’, contiamo” e più o meno il conto veniva pari, perciò nello scegliere gli ultimi artisti, quelli in fondo al manifesto scritti in piccolo che non ti cambiano di molto il risultato finale, avranno detto “Dai, prendiamo Tizia anziché Caio, così facciamo cinquanta e cinquanta e lo raccontiamo al mondo”.

Bene, bravi, bell’idea, nobile. D’altra parte, si sa, guardano le classifiche, che gli artisti pop di maggior successo oggi sono donne, quindi non è che ti devi proprio sforzare per trovarne di brave da far salire sul palco. Negli ultimi anni da Grace Jones a Patti Smith fino a Pj Harvey e le Haim hanno fatto bella figura su quel palco, e rinunciare a qualche Car Seat Headrest non sposta un granché l’equilibrio.

Sarà un festival bellissimo e vi diciamo 5 buoni motivi per andarci.

1) La fine dell’headliner. Con questa line up si esce definitivamente dalla schiavitù dei super nomi che dominano i cartelloni e hanno gran parte della responsabilità di attirare il pubblico. Finalmente un festival che comunica la sua personalità attraverso l’insieme dei performer. Nomi come Tame Impala, Solange e Interpol, già presenti pochi anni fa sui palchi del Parc Del Forum, conquistano la prima linea in compagnia di altri con la stessa dignità.

2) I tradizionali “grandi vecchi”. Dopo esserci goduti Brian Wilson, Van Morrison, ma anche Replacements e Teenage Fan Club gli anni scorsi, questa volta il nostro cuore nostalgico batterà per Stiff Little Fingers, Suede, Stereolab, Primal Scream, ma anche Liz Phair e addirittura Nas, in un bel viaggio nella memoria.

3) L’armata delle regine urban: Cardi B, Janelle Monae, FKA Twigs, Erykah Badu, Neneh Cherry e Rosalìa tutte insieme in un solo festival, quando ci ricapita?

4) I ritorni di nicchia. Chi aveva più sentito nominare negli ultimi anni gruppi storici del mondo alternative come Nitzer Ebb, June Of 44, Guided By Voices, Built To Spill? Ce li ritroveremo tutti, perfino i cattivissimi Carcass, eroi del death metal estremo dagli anni 80.

5) E infine La Radio. La line up quest’anno non è stata annunciata con filmìne o quiz tecnologici online, ma nel modo più tradizionale: a voce, attraverso la neonata RPS, Radio Primavera Sound, lanciata la settimana scorsa con tre canali online. E questo ci dice che puoi essere moderno e rivolto al futuro, ma alla fine quando vuoi un piatto di pasta e un bicchiere di vino torni a casa dagli zii, e la radio è sempre la cosa più figa del mondo quando si parla di musica. Quindi viva la radio e viva il Primavera Sound.

Primavera Sound Festival 2019
Barcellona, 30 maggio-1 giugno

Qui il programma completo

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