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Morrissey è sempre Morrissey. L’ex cantante degli Smiths è a Roma per registrare il suo nuovo album e sostiene di essere stato fermato senza motivo e poi minacciato da un agente di polizia in via del Corso, la sera di mercoledì 5 luglio.

Stando a quanto racconta il nipote Sam Esty in un post su Facebook, il poliziotto non avrebbe avuto alcuna ragione di fermare Morrissey e chiedergli i documenti: da qui l’acceso battibecco, che sarebbe andato avanti per 35 minuti con il poliziotto che dice “So chi sei” e il cantante che risponde: “E io conosco i miei diritti”.

L’agente, secondo il cantante, avrebbe messo mano alla pistola e, inevitabilmente, la scena ha attirato l’attenzione di decine di passanti. “Credo volesse spaventarmi”, è la versione di Morrissey, temevo mi sparasse”.

Ovviamente, la versione della Polizia è ben diversa: “Andava contromano in auto, su una Cinquecento nella centralissima via affollata di mezzi e di turisti. E non aveva con sé alcun documento”. Questa è la spiegazione delle forze dell’ordine che è stata riportata dai maggiori quotidiani italiani. E alla guida c’era proprio il nipote di Morrissey, Sam Esty. Quest’ultimo ha mostrato patente e libretto e intascato la multa, mentre lo zio si è rifiutato di fornire le proprie generalità, dicendo di avere il passaporto in albergo.

Ma veniamo alla cosa più importante, la musica. In seguito all’incidente, Morrissey avrebbe infatti cancellato sette concerti in programma in Italia a settembre. Le date, però, non erano ancora state annunciate, a parte una serata prevista per il 6 settembre allo Sferisterio Macerata: un concerto di beneficenza come quello di Thom Yorke e Jonny Greenwood.

Motivo della cancellazione dei concerti: “Con psicopatici simili in circolazione, per me l’Italia non è un posto sicuro”.

Ed ecco una canzone perfetta per chiudere questa storia, le eterne vacanze romane di Moz, preferibilmente senza pistole in giro, “You Have Killed Me”:

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