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“Meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”. Kurt Cobain si è suicidato nella propria casa di Seattle il 5 aprile 1994, congedandosi con questo verso tratto da una canzone di Neil Young, “My My, Hey Hey”. 

Il cantante dei Nirvana, voce e volto del grunge, era nato il 20 febbraio 1967. Al momento della morte, aveva dunque 27 anni, come tante altre rock star decedute alla stessa età.

Quel Club 27 che annovera tra le proprie fila Jimi Hendrix, Brian Jones dei Rolling Stones, Jim Morrison e Amy Winehouse, solo per citarne alcuni.

Dall’esplosione dell’album “Nevermind” al memorabile concerto Unplugged a New York, Kurt Cobain e i Nirvana hanno contribuito alla rinascita del rock negli anni 90, influenzando tutta la cultura popolare, dalla televisione alla moda e, naturalmente, la musica.

Se hai perso il #VH1CobainDay dedicato al leader dei Nirvana nel febbraio 2017, ecco alcuni articoli che raccontano tutta la storia di Kurt Cobain:

Kurt Cobain prima di diventare famoso, 27 cose che (forse) non sai di lui.

Quella volta a Roma… in motorino sotto la pioggia.

Nirvana Unplugged, tutte le cover suonate in acustico da Cobain.

E chissà cosa ne avrebbe pensato Kurt della figlia Frances Bean, tanto bella da fare la modella, ribelle quanto il padre e la madre Courtney…

A proposito: giovedì 6 aprile alle 22.50 e sabato 8 aprile alle ore 21 non perderti su VH1 (canale 67 DTT e in streaming su questo sito) “Singles – L’amore è un gioco”, il film di Cameron Crowe che racconta storie d’amore nella Seattle grunge. Sai che il titolo sarebbe potuto essere “Come As You Are”, proprio come la canzone dei Nirvana?

 

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