“Guérriero. Storie di sofisticata ignoranza” è il libro autobiografico di Guè Pequeno pubblicato da Rizzoli martedì 8 maggio.

Nato con i Club Dogo, Cosimo Fini in arte Gué Pequeno è uno dei nomi di punta della scena hip-hop italiana.

Nel 2017 è stato l’artista italiano più ascoltato su Spotify Italia, posizionandosi dietro Ed Sheeran, e il suo album “Gentleman” è stato uno dei 10 album più venduti dell’anno scorso. 

Sarà ospite del concerto di J-Ax e Fedez a San Siro il primo giugno e suonerà al Forum di Assago (Mi) il 19 marzo 2019. 

 

Ecco alcuni estratti dell’autobiografia di Gué Pequeno, usciti in anteprima sul Corriere della Sera.

Su Sfera Ebbasta (qui le nostre interviste con Sfera): “Ha talento anche se si ispira fin troppo, e uso un eufemismo, a certi rapper americani”. Ma “oltre a considerarlo un fratello minore e stimarlo per la sua genialità, mi fa pensare parecchio che le liriche del suo album siano una versione updatata e tarpata dei miei capisaldi, argomenti filosofici come comprare tutto il bar, avvisare la tipa che è meglio che non si innamori di noi, la piazza, il player, lo Xanax…”

Su Ghali, “che misi sotto contratto agli esordi, ha cambiato direzione troppe volte per essere veramente autentico: da gangster a mamma Africa ce ne passa”. 

Sui Club Dogo, il trio formato con Jake La Furia e Don Joe: “Adesso non sarebbe un progetto contemporaneo, ma l’ultimo album insieme guardava al futuro”.

Sulla Dark Polo Gang: “Hanno basi forti e mi diverte ascoltarli ma, e lo dice uno ossessionato dai marchi, parlano solo di moda: fanno entertainment, se cerchi poesia vai da De André”.

Su J-Ax e Fedez: “Con Ax non ho mai litigato e c’è rispetto. Con Fedez ho chiarito tutto quando ha riconosciuto il mio ruolo nel rap commentando la bufera che si era scatenata per una mia disavventura social (immagini intime condivise per sbaglio). Mi hanno invitato al loro concerto e ci sarò. Anche se il giudizio sulla loro musica non cambia: non è cool”.

Sul suo libro, l’hip-hop in Italia e il premio Pulitzer a Kendrick Lamar: “Più che una vera bio è un flusso di pensieri. Non chiedo riconoscenza o il tappeto rosso, non il Pulitzer come fanno in America con Kendrick Lamar perché da noi il rap non è mai stato capito: suona arrogante ma è un bilancio sull’influenza che ho avuto sul rap italiano”.

Guè Pequeno - Guerriero libro

Gué Pequeno, Storie di sofisticata ignoranza, Rizzoli. 280 pagine, 17 euro

E chiudiamo con un estratto dal libro pubblicato in anteprima invece da Rolling Stone Italia: “Non ero sicuro di me, ero magro, avevo un difetto fisico anche più accentuato di adesso (ptosi palpebrale), ero timido e sentivo di non piacere alle donne. Ma mi ero ripromesso due cose: che avrei spaccato col mio stile e avrei fatto soldi”.

Gué Pequeno, Storie di sofisticata ignoranza, Rizzoli. 280 pagine, 17 euro

Foto in apertura: ufficio stampa Universal Music

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