Ghali a San Vittore: il trapper ha scelto infatti il carcere di Milano per presentare il suo nuovo singolo, “I Love You”. E l’immagine che accompagna la canzone è micidiale: un’artista in prigione con una strobo legata al piede.

E il testo della canzone è proprio una lettera indirizzata a un carcerato. Una canzone d’amore, una lettera d’amore come lo era “Cara Italia”, il suo pezzo più famoso.

“Cara Italia è stata una lettera d’amore al mio paese. L’intento era quello di scuotere qualcosa nell’animo di chi spesso decide le nostre sorti, di fare arrivare a loro il nostro messaggio tramite una canzone d’amore, l’inno italiano della nuova generazione. A un anno dall’uscita nulla è cambiato e ho deciso di dedicare un’altra canzone d’amore a chi mi sta affianco, alla prima persona che potrebbe cambiare le cose, al primo futuro quindi a un amico, un fratello o una sorella. Perché forse bisogna guardarsi a fianco prima di cercare di cambiare la testa di chi tra di noi non vuole mai scendere a giocare. Non ho ancora perso le speranze”.

Perché la scelta di San Vittore? “Ricordo quando da piccolo venivo qui con mia mamma a trovare mio padre”, ha spiegato Ghali, che ha trascorso più giorni insieme ai detenuti prima dell’evento di giovedì 14 marzo, quando ha lanciato “I Love You”: ha intervistato alcune persone in carcere e con alcuni di loro ha disegnato un murales in uno dei cortili usati per l’ora d’aria.

#GhaliLiberaTutti

Foto: ufficio stampa Goigest

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