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di Luca De Gennaro, direttore VH1 Italia

Esce martedì 23 Gennaio, per soli due giorni al cinema, “Fabrizio De André – Principe libero”, diretto da Luca Facchini. Il film verrà poi trasmesso da Rai Uno in prima serata, diviso in due parti, il 13 e 14 Febbraio.

Lo abbiamo visto in anteprima e vi diamo alcuni suggerimenti per poterlo apprezzare al meglio.

1) Dura due ore e quaranta, sappiatelo, perché è l’insieme delle due puntate destinate alla televisione attaccate insieme, quindi un po’ di scene sono dilatate e potrebbero essere più concise se destinate solo alle sale cinematografiche, ma ci offrono la possibilità di ascoltare un po’ più di canzoni di De Andrè.

2) Luca Marinelli, il protagonista, è bravissimo. Incredibilmente somigliante come postura, atteggiamenti, stile, abbigliamento, ha però la caratteristica di non parlare con la cadenza genovese del vero De Andrè e questo, a pensarci bene, è un elemento positivo perché lo fa uscire dalla macchietta. Non c’è emulazione, imitazione dell’originale. C’è la rappresentazione di un personaggio, un lavoro di attore veramente notevole, e in certi momenti (senz’altro anche per merito di regia, costumi, direttore della fotografia) è assolutamente identico.

3) Anche i vari personaggi della vita di De André sono ben disegnati. Clamoroso Gianluca Gobbi nella parte di Paolo Villaggio e incredibilmente simile Valentina Bellè che intepreta Dori Ghezzi. Molto belli i momenti di confronto artistico tra De Andrè e Luigi Tenco, intrepretato da Matteo Martari, che sintetizzano l’ispirazione e le influenze della Scuola Genovese dei cantautori in quegli anni ’60.

4) C’è molto dramma (non dimentichiamoci che sempre di fiction per Rai Uno si tratta), quindi la narrazione è molto centrata su amore, tormenti, alcolismo, puttane, corna, doppia vita, irrisolutezza, rapimento, rapporto conflittuale col padre, con l’industria musicale, con il pubblico.

5) C’è molta Genova, e viene fuori bene lo spirito che ha sempre pervaso la città, con i suoi scorci da cartolina come la spiaggetta di Boccadasse e i caruggi del centro storico, una città da sempre chiusa in sé stessa e uguale a sé stessa, della quale ti puoi innamorare ma dalla quale hai sempre voglia di scappare.

6) E ci sono le canzoni, meravigliose, di Fabrizio, alcune anche cantate dallo stesso Marinelli, che attraversano la sua carriera e punteggiano un film che, pur prendendosi delle libertà narrative e senza pretendere di essere un racconto documentario sulla vita di un personaggio pubblico ci fa ricordare la statura e l’importanza di un artista fondamentale per la storia della musica e della cultura italiana.

Fabrizio De André – Principe libero
Un film di Luca Facchini con Luca Marinelli
Al cinema il 23 e il 23 gennaio 2018

Info: Nexo

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