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Chris Cornell aveva 52 anni. Il doppio di Kurt Cobain, che si era suicidato al momento giusto per entrare nel Club 27, quel circolo di rockstar decedute tutte alla stessa età – 27 anni, appunto – e tutte per eccessi (Jimi Hendrix, anche lui di Seattle, poi Brian Jones, Janis Joplin, Amy Winehouse…). 

Mai sapremo quali sono i demoni che aveva dentro di sé Cornell, ma una cosa è certa: la sua voce, le sue canzoni resteranno per sempre con noi, così come sono sempre con noi le canzoni di altri grandi personaggi dell’epoca grunge andati via troppo presto: Andrew Wood dei Mother Love Bone, Layne Staley e Mike Starr degli Alice in Chains, John Baker Saunders (che con Staley suonava nei Mad Season), Scott Weiland degli Stone Temple Pilots, Shannon Hoon dei Blind Melon (d’accordo, questi ultimi due non erano di Seattle…) e la lista, purtroppo, è sempre più lunga.

 

Continuiamo ad ascoltare la loro musica e ad avere davanti agli occhi immagini come queste qui sotto, una serie di fotografie di Chris Cornell, dagli stage dive con i Soundgarden ai pezzi in solitaria con nient’altro che la chitarra acustica e la sua indimenticabile voce.

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