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Il basso è lo strumento più importante in una canzone. Almeno stando a uno studio del Proceeding of the National Academy of Sciences secondo cui le frequenze basse sarebbero più percettibili dall’orecchio umano rispetto a quelle alte.

L’esperimento è stato fatto grazie a un encefalogramma effettuato su persone sottoposte all’ascolto di un piano. Il loro cervello ha risposto più velocemente alle note basse: è più facile ricordare il ritmo, battere il piede a tempo e… ballare.

Un esempio di bassista travolgente, Flea dei Red Hot Chili Peppers:

 

E non finisce qui. Un altro studio pubblicato dall’università americana Northwestern sostiene che le canzoni cariche di basso regalino all’ascoltatore forza e sicurezza di sé.

Ed eccoli, i migliori. 10 storici bassisti rock:

Adam Clayton, U2. Foto: Getty Images

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